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venerdì 15 maggio 2015

Abbracciare una nuova spiritualità e nuove consapevolezze

Abbracciare una nuova spiritualità quanto cambia il nostro modo di vedere le cose? Quanto influenza la nostra vita? E' vero che abbracciare una spiritualità "pagana" (se così si può dire, ma il termine è improprio) ci permette di sentirci in pace e di vivere meglio la nostra esistenza?
Sono domande che mi sono state poste, bene o male, e che a mio tempo anche io mi sono fatta. 
La risposta a tutti questi quesiti è una sola: dipende.
Gettare la maschera dell'abitudine e riportare a galla la mia essenza più vera e autentica mi ha permesso di riscoprire molte cose del mio carattere e della mia natura che erano rimaste sepolte sotto una considerevole mole di bugie, bugie che dicevo a me stessa per potermi sentire all'altezza degli altri. Il punto era proprio questo: non mi sentivo all'altezza. Ma all'altezza di cosa, poi? Mi sentivo costantemente inadeguata, un'anima fragile e alla deriva, alla ricerca di un porto sicuro in cui gettare l'ancora. Io quel porto credo di averlo finalmente trovato, e, sì, il mio nuovo modo di intendere e vivere la spiritualità mi ha permesso di vivere in modo molto più sereno. Questo non significa che l'essere pagani rappresenti un'ancora di salvezza per tutti, intendiamoci! Ognuno di noi ha il diritto e il dovere di trovare il proprio posto nel mondo e di seguire la propria strada. Essere in pace e in comunione con l'universo e con tutto quello che ci circonda non è prerogativa di una sola spiritualità. D'altro canto la religione è nata (in teoria, poi in pratica si entra in discorsi tutt'altro che rosei) per offrire una vita migliore agli esseri umani e per permettergli di sfiorare quel "divino" a cui tendiamo e a cui aneliamo, poiché è da esso che siamo nati. Ogni religione, ogni spiritualità, offre all'uomo la promessa di una strada luminosa, sta a noi scegliere quale sia il percorso giusto da seguire, e a noi soltanto.
Questa vuole essere solo una piccola premessa, un po' confusionaria, lo ammetto, ma spero che trapeli la mia volontà di far capire che il paganesimo non è per tutti, così come non lo sono il cristianesimo, il buddismo, l'induismo, l'islamismo e via discorrendo.
E' errato pensare che una religione sia più giusta o superiore alle altre, perché l'approccio che ognuno di noi ha verso la vita è unico e puramente soggettivo, così come lo sono le esperienze che ci portano a comportarci in un determinato modo. Solo noi possiamo scegliere ciò che è giusto o sbagliato per la nostra vita, e quello che comunemente viene chiamato "paganesimo" non è certo un gioco da prendere alla leggera. Lo studio e la dedizione non devono mancare, così come anche la volontà di imparare, l'umiltà nel sapersi mettere in gioco e nell'ascoltare le esperienze altrui, e per ultimo, ma non meno importante, il rispetto nei confronti degli altri e del loro pensiero. E questo, come potrete constatare da soli, vale per qualsiasi cosa, non solo per la religione.
Il mio consiglio finale, dunque, per chi si sente attratto dalle antiche religioni è quello di leggere e informarsi molto, di farsi un'idea propria senza fare troppo affidamento su quello che gli altri dicono di essere diventati abbracciando una spiritualità pagana piuttosto che un'altra. E ricordate che le risposte a tutte le vostre domande risiedono dentro di voi, per cui è lì che dovete cercarle; non ci sarà nessun maestro che, meglio di voi, potrà indicarvi la strada giusta da seguire. Ancora una volta, dunque, imparate ad ascoltarvi: ne ricaverete immense soddisfazioni!



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