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venerdì 27 marzo 2015

Gli usi magici dell'Alloro


L'alloro è una pianta solare, protegge dalle negatività, è utile per la purificazione prima dei rituali, ai quali dona forza.
Le foglie si possono portare addosso come talismano contro gli influssi negativi, o polverizzate, si possono bruciare come un incenso, in particolare nei rituali atti ad aumentare la nostra forza interiore e la nostra comprensione delle cose magiche.

Pozioni
- Pozione purificante di Alloro
Antistress. Si ottiene versando 30 grammi di foglie in acqua bollente e coprendo il recipiente con un coperchio, lasciando riposare fino a farla raffreddare, poi si filtra. Durante il filtraggio si deve strizzare bene, Si beve a sorsi durante tutta la giornata.

Bagni
- Bagno per purificare l'aura:
Si può preparare un infuso di 13 foglie di Alloro e 3 rametti di rosmarino e si fanno bollire per 10 minuti, poi si filtra e si mette nell'acqua per un bagno rituale.
- Bagno antistress di alloro:
Si lasciano macerare 100 grammi di foglie fresche in un litro di acqua e si fanno bollire per 10 minuti, poi si filtra e si mette nell'acqua del bagno. Serve come rinforzante dei nervi e combatte la stanchezza e lo stress.

Oli
Un olio ottenuto dai frutti maturi serve, se frizionato sulla fronte, a provocare la visione e  sogni divinatori.
- Olio di protezione dagli incidenti:
2,5 ml do olio essenziale di abete, 2,5 ml di olio essenziale di alloro, 2,5 ml di olio essenziale di iperico.

Talismani
Una ghirlanda di foglie e di rami di alloro confezionata di domenica e appesa sopra la porta d'ingresso favorisce la fortuna e la sorte.
Un talismano antico prevede di legare assieme 3 ramoscelli di alloro simboleggianti la ricchezza, l'abbondanza e la generosità della terra con un filo rosso.
- Sacchetto magico per la protezione personale:
Mettete in un sacchetto di stoffa bianca 7 foglie di alloro, alcune spine di rosa o di cactus, un pezzetto di corallo, semi di anice stellato, petali di iperico, un pizzico di maggiorana.
- Talismano per propiziare la salute degli abitanti della casa:
Prendete 3 rametti di alloro, legateli con un nastro rosso e attaccatevi alcune piccole campanelle, quindi cospargeteli con olio essenziale di abete.
- Talismano per propiziare la fecondità:
Prendete una manciata di aghi di abete e della polvere di colore dorato, un fiore di cardo selvatico e una manciata di semi di finocchio. Richiudete il tutto in un sacchetto di iuta o di stoffa molto grezza e appendetelo a un ramo di alloro.
- Talismano da appendere nel luogo dove si lavora:
Raccogliete tre ramoscelli di alloro simboleggianti la ricchezza, l'abbondanza e la generosità della terra, 3 rametti di salvia per la salute, 3 ciuffi di basilico contro la povertà e 3 rose bianche per l'ispirazione e le nuove idee. Legate il tutto con un filo giallo, poi cospargeteli di polvere d'oro e appendeteli sopra la porta del luogo in cui lavorate. Se non vi è permesso metterlo in ufficio, tenete una versione ridotta, con rami piccoli, di questo talismano sopra al computer o in un cassetto della scrivania.

Incensi
- Incenso per la fortuna:
L'alloro viene usato solo per le fumigazioni domestiche, per propiziare la fortuna economica. Si mettono a bruciare nel diffusore le foglie a pezzetti e si pensa intensamente ai problemi economici da risolvere.
- Incenso per sviluppare la chiaroveggenza:
Una parte di petali di fiori di artemisia, una parte di foglie di salvia e una parte di foglie di alloro.
- Incenso per protezione:
Una parte di incenso, una parte di bacche di ginepro, una parte di fiori di iperico, una parte di foglie di alloro e 17 gocce di olio essenziale di pino. Bruciate questo incenso come offerta alla Dea se volete proteggere qualcuno da attacchi, malocchio, negatività, incidenti eccetera.
- Incenso per l'evocazione delle tre Matres:
Una manciata di petali di rosa, qualche foglia di alloro e aggiungete tre gocce di olio essenziale di mughetto.
- Incenso per allontanare persone sgradite:
7 grani d'incenso, 7 gocce di olio di alloro, 7 foglie di salvia, 1 gheriglio di noce.

Rituali
- Rituale con l'alloro per risolvere un problema in sogno:
Prendete un pezzetto di stoffa verde mai usato, avvolgetevi 7 foglie fresche di alloro e richiudete il fagottino, legandolo con il filo color argento. Ponetelo sotto il cuscino e recitate questa preghiera:
"Madre della notte,
per il potere della sacra pianta di alloro
fammi sognare quello che devo fare
per... (specificare il problema da risolvere in sogno)
e fammi ricordare domattina
come mi dovrò comportare."
Il mattino successivo, seppellite il sacchettino.


Tratto da "Il grande libro delle piante magiche" di Laura Rangoni, Edizioni Xenia.

giovedì 19 marzo 2015

L'Eclissi di Sole, Ostara e l'Equinozio di Primavera

Domani, 20 marzo 2015, comincia ufficialmente la Primavera, ma l'Equinozio non è l'unico avvenimento astronomico di questo giorno particolarmente speciale... Infatti, a dare inizio alle danze primaverili saranno il Sole e la Luna, che reggono da sempre le redini della nostra beneamata Terra, regalandoci uno spettacolo di rara bellezza, un'Eclissi parziale di Sole che si potrà vedere in tutta Italia a partire dalle 9:30 alle 11:45. Ma non finisce qui, nossignori! Domani sarà anche Luna Nuova, e il Sole entra nel primo segno dello zodiaco, l'Ariete!
Cosa dobbiamo aspettarci, dunque, da una giornata così carica di avvenimenti astrologici?
Forse non tutti ne sono consapevoli, forse non sempre ce ne rendiamo conto, ma quello che ci sta intorno, i pianeti, le stelle e i satelliti, influenzano la nostra vita molto più di quanto immaginiamo. 
L'Equinozio di Primavera, chiamato anche Ostara dai neopagani e Alban Eiler ("Luce della Terra") dai Celti, segna un momento di rinascita, di ritorno alla vita dopo i lunghi mesi invernali. La Primavera ci porta a uscire dal guscio in cui siamo rimasti chiusi nei mesi passati al freddo, nell'attesa di schiuderci anche noi come le gemme che spuntano sugli alberi e i boccioli che pian piano si aprono tingendo i prati di mille colori.
L'Equinozio porta equilibrio tra la notte e il giorno, tra la morte e la vita, tra il buio e la luce. Ci invita a esplorare la vita, a essere di nuovo socievoli ed estroversi, a concentrarci sugli altri, a essere creativi come Madre Natura, che ogni giorno inventa qualcosa di diverso per sorprendere i nostri occhi, attenti e incuriositi dagli evidenti cambiamenti stagionali. 
La Primavera celebra la fertilità della terra, la vitale potenzialità nascosta nel seme e nelle uova. E' questo il tempo delle prime semine nei campi per assicurarsi un abbondante raccolto nei mesi estivi, è questo il periodo in cui le galline tornano a fare le uova dopo la pausa invernale e arrivano anche i primi pulcini. E l'uovo, con il suo tuorlo così rosso, tondo e pieno, ricorda la vitalità e la forza del Sole, che a partire dall'Equinozio di Primavera riacquista la supremazia sulle tenebre della notte.
Un altro simbolo di questo periodo sono i conigli, da sempre rinomati per la loro capacità di riprodursi. Il simbolo di fertilità del coniglio è associato alla terra e alla speranza che essa sia feconda per concederci i suoi succulenti frutti. I simboli di Ostara non sono diversi da quelli cristiani, in fondo, sono solo stati riadattati dalla chiesa. L'Equinozio di Primavera era festeggiato in tutta l'Europa meridionale, con riti propiziatori, falò e lodi al Sole, alla Terra e alla loro unione.
Se il tempo lo concede, è un giorno adatto ai pic nic all'aperto, alle passeggiate nella natura, ma è un giorno che racchiude in sé le potenzialità della vita, non dissimili da quelle del seme. L'Equinozio primaverile porta novità, cambiamento, rinnovamento e rinascita, e quest'anno coincide con la Luna Nuova, che rappresenta il passaggio tra il ciclo vecchio e quello nuovo, in perfetta armonia che le energie equinoziali. 
Quest'anno, tuttavia, un altro evento accentuerà le energie primaverili e lunari: l'Eclissi di Sole. Essa non fa che rimarcare i significati dell'Equinozio. L'Eclissi di Sole obbliga l'uomo a fermarsi, a fare una pausa a causa del buio che cala sulla Terra in pieno giorno. Ci sconvolge un po' i piani, eppure dalla simbolica lotta con la Luna, il Sole esce vittorioso. Esso rinasce dopo l'Eclissi così come rinascono la natura e le ore di luce a partire dall'Equinozio di Primavera. Questo raro evento astronomico porta un risveglio interiore e afferma le energie per un cambiamento in positivo.
Inoltre, entrando nel primo segno dello zodiaco, e cioè l'Ariete, il Sole rimarca la sua forza, la sua vitalità e l'inizio di un nuovo ciclo.
Tutto nel cielo fa presagire che un cambiamento in positivo potrebbe arrivare nelle nostre vite, le energie del rinnovamento e della rinascita sono tutte intorno a noi, basta saperle sfruttare a dovere.
Il seme ha tutte le potenzialità per diventare una pianta rigogliosa e carica di frutti, basta prendersene cura. Seminiamo dunque qualcosa di importante per la nostra anima, per il nostro cammino, in questo giorno favorevole e propizio, perché "chi semina raccoglie"!

Fonti:
Questo testo è stato scritto di mio pugno, attingendo dalla lettura di pagine online e testi di spiritualità e rielaborando le informazioni.

domenica 8 marzo 2015

Essere donna è avere la magia della Luna dentro e portare la forza del Sole fuori

Non amo le ricorrenze, come ho già ribadito. Amo ancor meno le feste "commerciali", ma per una volta voglio spendere due parole sull'universo femminile, visto che ne faccio parte e visto che sto lavorando con il mio essere donna da qualche settimana.
Oggi voglio festeggiare a modo mio la Festa della Donna e fare una piccola riflessione a tutte coloro che pensano che appartenere al genere femminile sia qualcosa di molto simile a una disgrazia. Per farlo, voglio riportare un brano.

La storia della razza umana inizia con la femmina.
La donna portava il cromosoma umano originale come è sempre stato finora, e la sua adattabilità evolutiva ha assicurato la sopravvivenza e la riuscita della specie, mentre le cure materne che esercitava fornivano l'impulso cerebrale per la comunicazione umana e l'organizzazione sociale.
Eppure, per intere generazioni di storici, archeologi, antropologi e biologi, l'unica stella degli albori della storia è l'uomo. L'Uomo Cacciatore, l'Uomo Fabbricatore di Utensili, l'Uomo Signore della Creazione percorreva a grandi passi la savana primigenia in solitario splendore attraversando tutte le versioni conosciute delle origini della nostra specie. E invece la donna andava svolgendo in silenzio il proprio compito di assicurare un futuro all'umanità, perché la chiave di volta per il destino della razza sono stati il suo lavoro, le sue capacità e la sua struttura biologica.
[...] Da vari siti provengono costanti conferme del coinvolgimento fondamentale della donna, per tutta la durata del Pleistocene, in tutti gli aspetti della sopravvivenza e dell'evoluzione della tribù, generalmente ritenuti, come la caccia, di stretta pertinenza degli uomini.
La donna primitiva era occupatissima, dall'alba al tramonto. La sua vita non durava a lungo, dato che, come i loro compagni, la maggior parte delle femmine ominidi, secondo l'analisi dei resti fossili, moriva prima dei vent'anni. [...] Ma in questo breve ciclo vitale le prime donne svilupparono una gamma enorme di attività e capacità. sulla base di ritrovamenti archeologici, e analizzando le culture risalenti all'Età della Pietra, le donne si occupavano con grande abilità di: raccolta del cibo, cura dei bambini, lavorazione delle pelli, fabbricazione di indumenti, fionde e recipienti con pelli di animali, cucina, fabbricazione di oggetti in ceramica, intreccio di erbe, canne e strisce di corteccia per fabbricare canestri, lavorazione di perline e ornamenti con le ossa, costruzione di ripari, temporanei o permanenti, fabbricazione di utensili per una serie di usi non solo agricoli, utilizzo medicinale di piante ed erbe per una serie di scopi, dalla cicatrizzazione all'aborto.
[...] Studi ben documentati hanno dimostrato che la caccia era un mezzo inefficace per procurarsi il cibo. [...] Il risultato è che la tribù trova il suo sostentamento nel cibo raccolto dalle donne, non nella caccia eseguita dall'uomo.
[...] Il lavoro di raccolta della donna diventava inevitabilmente più impegnativo e più pressante quando doveva nutrire i piccoli oltre che se stessa. Il suo primo compito di madre fu di adattare la sacca per la raccolta  del cibo come imbracatura per il bambino, dovendo escogitare un modo per portarselo quando usciva per la raccolta.
tratto da "Chi ha cucinato l'ultima cena?" di Rosalind Miles

Essere donne è da sempre un compito tutt'altro che semplice, ma l'essenza femminile è ricca di magia, di potenzialità  e risorse nascoste.
Una donna ha sempre un asso nella manica, pronto per essere usato nei momenti difficili. La donna sa sopravvivere in condizioni di vita che il sesso opposto riterrebbe insostenibili (si pensi per esempio alla gravidanza e al parto), ha un limite di sopportazione e di pazienza non indifferenti e per secoli, fin dagli albori della civiltà, la donna è stata depositaria di antiche conoscenze, di saggezza e punto di riferimento per la società.
Col tempo le cose si sono ribaltate, ma la donna non ha mai perso veramente il suo status di pilastro, le sue capacità e le sue competenze sono le stesse oggi come allora, ed è bene ricordarsene sempre.
Accettarsi come donne, come creatrici della vita, significa fare un grande passo verso la propria realizzazione personale. Viviamo in una società in cui i bisogni individuali passano in secondo, se non addirittura in terzo piano; fare un lavoro sulla propria interiorità e femminilità non è cosa facile, ma in fondo solo le cose che si sudano con fatica si apprezzano di più una volta ottenute. 
Rinnegare la propria natura di donna, per contro, genera frustrazione e insoddisfazione, portando a qualcosa di molto simile alla violenza fatta su se stesse. Il corpo di una donna va ascoltato, assecondato nelle sue alte e basse maree, con le sue energie crescenti e calanti come quelle lunari. Essere donna è un dono, non una maledizione.
La donna di oggi deve ricordarsene, così come deve rammentare che se siamo qui adesso, con le nostre forze e le nostre debolezze, i nostri successi e traguardi raggiunti è anche e soprattutto grazie alle donne del passato, che con amore e devozione hanno saputo coltivare la Vita e viverla, nel bene e nel male.
Essere donna è una forza, non una debolezza. Usiamo dunque questa forza per portare armonia e benessere non solo dentro di noi, ma anche all'esterno, pensando che non siamo mai sole, ma sostenute e fatte forti dalle donne che ci hanno precedute, che con coraggio hanno affrontato le difficoltà della vita e dell'essenza femminile. Prendiamo esempio dalle donne preistoriche, la cui vita era breve, sì, ma intensa e piena di esperienze, ricca di inventiva, creatività e forza di volontà. Che lo desideriamo o no, non siamo diverse dalle donne dell'alba dei tempi, siamo anche noi portatrici della Vita, e come tali dovremmo rivalutarci. La donna era rispettata, venerata e altamente considerata nella gioventù della nostra storia, aveva un ruolo fondamentale all'interno della sua tribù e questo la rendeva importante agli occhi dei membri del gruppo in cui viveva. Facciamo in modo di essere anche noi importanti, rendiamoci degne di rispetto come hanno fatto le nostre antenate, perché la donna è molto più di un paio di scarpe coi tacchi a spillo e abiti succinti.
Essere donna è avere la magia della Luna dentro e portare la forza del Sole fuori. Non dimenticatelo!

venerdì 6 marzo 2015

Il corpo è il tempio dell'anima

Ci sono momenti nella vita in cui ci si rende conto di doversi fermare, di dover premere il tasto "stop" e prendersi del tempo per stare in compagnia di se stessi, di affrontare le luci e le ombre che ci si porta dentro ogni giorno.
Ci sono periodi in cui ci si sente in conflitto con il mondo, ma anche e soprattutto con un peso che ci si porta appresso, come un fardello. E quel peso è la nostra coscienza, che ci mette sul chi vive per farci capire che abbiamo bisogno di tempo. Tempo per noi e per nessun altro.
Tempo per ascoltare quello che il corpo ha intenzione di comunicarci, tempo per riflettere sui cambiamenti della nostra vita, per partorire nuove idee, filosofiche o meno.
Sono anni ormai che ho imparato ad ascoltarmi, o meglio, sto ancora imparando, perché non si smette mai di scoprire cose nuove. Ci sono stati periodi di intenso lavoro su me stessa, e periodi di calma ed espansione verso il mondo esterno, ma solo ora mi rendo veramente conto dei passi e del lavoro fatti negli ultimi quattro anni. 
Lavorare su di sé è doloroso talvolta, è vero, ma è anche estremamente appagante, dà delle soddisfazioni a lungo termine non indifferenti. E non si tratta di essere egoisti o egocentrici, nossignori! Significa solo sapersi ascoltare, saper cercare l'Armonia, che speriamo di trovare nel mondo, unicamente dentro di noi. E' così che si cresce e che ci si sente soddisfatti dalla propria vita. 
"Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo", diceva Gandhi, e ho scoperto che non c'è niente di più vero!
Ho trascorso gli ultimi anni chiudendomi nella mia interiorità, a scoprire quali cambiamenti io dovessi apportare dentro di me per arrivare a trovare l'Armonia, per poter essere di aiuto agli altri, ma prima di tutto a me stessa. A distanza di quattro anni, posso dire di essere soddisfatta del percorso che ho intrapreso, fatto di alti e bassi, certo, ma fruttuoso.
Ora mi accorgo che questo lungo periodo di pausa dal mondo, questo mio ricercare risposte dentro di me e il mio volermi rispettare ha un suo perché. E' proprio vero che l'unico vero tempio è il nostro corpo, che custodisce la nostra anima. E un tempio va tenuto pulito, controllato, va curato con amore e saggezza.
Sono soddisfatta di quello che ho ottenuto? Certo che sì, e questo mi sprona a continuare sulla mia strada. In soli quattro anni (si pensi a quello che potrebbe accadere in una vita intera!) ho cambiato la mia spiritualità, sentendomi parte di un Tutto; ho modificato le mie abitudini alimentari, abbracciando la scelta vegetariana con enorme soddisfazione della mia anima, che ancora oggi leva grida di giubilo; mi sono avvicinata a un tipo di vita più naturale, accostandomi all'alimentazione biologica, all'ecologia, alla fitoterapia e molto altro; ho cominciato a interessarmi all'autoproduzione, per quanto possibile; ho quasi smesso di avere un terrore atavico nei confronti degli insetti (quei poveri incompresi!) e ora sto persino intraprendendo un lavoro sul mio essere femminile, sull'essenza più profonda del mio essere donna. Tutto questo per trovare quell'Armonia di cui parlavo poco fa, quello stato in cui si è perfettamente soddisfatti di se stessi e del lavoro svolto con fatica, costanza e perseveranza. 
Ero partita come una ragazza colma di ferite nel cuore, un po' autoinflitte, un po' dovute alla società, alle amicizie "sbagliate", ero arrabbiata con me stessa, frustrata, e non sapevo guardare a quello che invece avrei avuto da offrire. Ma ciò che non uccide fortifica, dicono, e così è stato per me. Ho fatto del dolore la mia forza, ho tratto ciò che di buono c'era da recuperare nelle ceneri dopo l'incendio che minacciava di distruggermi. E anche in questo caso la cenere ha creato un terreno fertile su cui ricostruire la mia vita interiore. Ora sono diventata una giovane donna consapevole della suo Io più profondo e dei propri bisogni fisici e spirituali, la mia autostima ne ha tratto un grande giovamento e so che mi sto avvicinando a un periodo nuovo, di rinnovata voglia di espandermi verso l'esterno. Il bruco è nella sua crisalide, quasi pronto a uscire dal bozzolo e a spiccare il volo con ali da farfalla, così come la Primavera è alle porte e dai fiori nasceranno nuovi frutti. Chi semina raccoglie, e io spero che il momento del mio raccolto sia finalmente vicino.


lunedì 2 marzo 2015

Quando in pentola bolle l'Oleolito di Alloro

Chi si definisce "strega" o "pagano/a", non dovrebbe mai dimenticare che il fondamento della propria spiritualità è nella Natura, e purtroppo spesso si tende a non ricordarsi di questo particolare. Quello che un buon pagano dovrebbe fare, sarebbe riconoscere la propria provenienza dalla Natura, pertanto dovrebbe rispettarla, amarla e assumere atteggiamenti, comportamenti, ideologie che lo portino a vivere in modo più naturale e a rispettare il proprio corpo come fosse un vero e proprio tempio, oltre che l'ambiente. Per tutti questi motivi, mi sto impegnando a ridurre il mio personale "impatto ambientale", cominciando a muovere i primi passi verso una vita più consona alla mia spiritualità e più naturale. La scorsa settimana ho sperimentato una ricetta per il detersivo per i piatti 100% naturale, ecologico e salutare (che presto vi posterò), ma sto provvedendo anche alla creazione di rimedi naturali da tenere in casa per i disturbi più comuni. E' nato così il mio primo oleolito di Alloro, al quale spero ne seguano molti altri. E' stata una grandissima soddisfazione realizzarlo!
Come avevo avuto modo di dirvi nel post "Riscoprire antiche conoscenze", mi piace molto trasformare quello che la natura ci offre. Non sono un'erborista, ci tengo a ribadirlo, anche se mi sentirei portata per questo tipo di vita, ma amo le tisane e i prodotti officinali che si producono a partire dalle erbe.
Per questo motivo, nei giorni scorsi, ho deciso di fare un esperimento. Visto che ho una grande disponibilità di Alloro, ho pensato di creare un oleolito a uso domestico, un po' per cimentarmi nella pratica e un po' per produrre qualcosa di utile a tutta la famiglia.
Che cos'è un oleolito? Non è altro che una soluzione oleosa delle sostanze curative contenute nelle piante officinali. 
Fare l'oleolito di Alloro è stata per me una vera pratica magica; anche questa volta, come per la raccolta e l'essiccazione dell'Achillea, mi è sembrato di tornare un po' indietro nel tempo, quando i rimedi per i disturbi più comuni si producevano in casa e le ricette si tramandavano di madre in figlia.
Prima di spiegare il procedimento per la preparazione dell'oleolito, vorrei spendere qualche parola sulle sue proprietà. L'oleolito di Alloro può essere fatto con le foglie essiccate della pianta, oppure con le bacche. Quest'ultimo dovrebbe essere più potente, ma siccome questo non è il periodo balsamico giusto per raccogliere le bacche (tra l'altro ormai non ci sono neanche più) ho deciso di fare un po' di pratica con le foglie. Quest'olio può essere utilizzato nei casi di mal di testa e di dolori articolari, soprattutto per il nervo sciatico, massaggiando la zona interessata.

Ecco qui l'occorrente per fare l'oleolito di Alloro:
- 500 ml olio extravergine di oliva, possibilmente biologico
- 50 gr di alcool puro 95°
- 50 gr di foglie secche di Alloro
- 1 bottiglia di vetro scuro
- 1 barattolo capiente o 1 bottiglia a becco largo
- 2 pentole
- 1 canovaccio pulito
- Imbuto

Siccome le foglie che avevo non erano del tutto secche, le ho fatte ripassare in forno per qualche minuto a 100-150°C. Una volta essiccate, le ho sminuzzate grossolanamente con le mani, le ho trasferite in un barattolo insieme all'alcool e ho lasciato macerare il tutto per 24 ore, agitando il contenitore di tanto in tanto. Trascorse le 24 ore, ho versato il tutto in un pentolino insieme all'olio e ho messo a cuocere a fuoco lento e a bagnomaria per 6 ore, mescolando con un cucchiaio di legno per controllare la situazione. Infine, ho colato il tutto attraverso il canovaccio pulito a trama stretta, ho lasciato raffreddare l'olio e l'ho travasato in una bottiglia dal vetro scuro. Per altre 24 ore ho lasciato la bottiglia senza il tappo, coperta da una garzina sterile tenuta ferma con un elastico, per permettere all'alcool di evaporare.

E' stata una bellissima esperienza fare questo oleolito, la casa ha profumato di alloro per due giorni! Ho sentito l'energia positiva della pianta che stavo trasformando, ed è stata una grande soddisfazione vedere il prodotto finito, fatto dalle mie manine. Questo genere di lavoro mi fa sentire appagata e non sento la stanchezza, perché so che sto facendo qualcosa di cui beneficerò io stessa. Mentre sminuzzavo le foglie di alloro, la fragranza della pianta si espandeva per la stanza, rilassandomi e ricordandomi di ringraziare Madre Natura per quel dono prezioso. Vedere il liquido nella bottiglia scura poi, profumatissimo tra l'altro, è stata una vera soddisfazione!
Ho postato questa ricetta con la speranza che possa servire anche ad altri. La ricetta è stata presa dal sito della Scuola di Naturopatia (qui), per cui è attendibile.
Prossimamente, vi lascerò un post con le proprietà di questa meravigliosa pianta, una delle più comuni del Mediterraneo.