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martedì 23 giugno 2015

Festeggiando il Solstizio estivo

Sono molto legata alla festività del Solstizio d'Estate, e quasi non saprei spiegare il perché. Non ho una festa preferita in ambito pagano, ma i Solstizi, sia quello estivo che quello invernale, hanno sempre portato qualche cambiamento dentro e fuori di me.
Il Solstizio d'Estate è forse la prima festa che ho celebrato con la mia dolce metà e dopo mesi di pausa dallo studio del paganesimo è la prima festa che ho ripreso a festeggiare. Ecco perché ci tenevo a celebrare questo Solstizio come si deve, per me rappresenta un traguardo, una sorta di consacrazione.
Era da un anno che desideravo raccogliere l'Iperico al Solstizio per potervi confezionare l'oleolito, così ho pensato che sarebbe stato bello, invece della solita escursione in montagna, stare due giorni fuori e campeggiare.
Pensavo che potesse essere un ottimo modo per festeggiare il Sole, così mi sono munita della giusta dose di spirito d'avventura e armata di tenda, coperte e sacchi a pelo, sono andata sopra Triora.
Stare in mezzo alla natura rinvigorisce il mio animo, soprattutto quando decido di fare un campeggio, perché riesco a godere di ogni momento, ad assaporare con tutti i miei sensi la vita della montagna e i cicli naturali. Sembra di tornare indietro nel tempo, quando non esistevano case, ma solo giacigli per la notte e luoghi in cui rifugiarsi. In mezzo alla natura incontaminata tutto si ferma, i nostri ritmi umani perdono senso e significato e subito si risveglia la parte bestiale di noi, quella selvaggia e affascinante che da bravi uomini civilizzati nascondiamo fin troppo bene quando percorriamo le strade cittadine, ma che pian piano riemerge sui sentieri fuori dai centri abitati.
Dopo aver acceso un piccolo fuoco, siamo rimasti per un po' a suonare, cantare e a raccontare storie di fate, infine abbiamo fatto qualche divinazione con le carte oracolari egizie. Era ormai buio ed era giunto anche per noi il momento di ritirarci nella tenda.
La Natura, soprattutto di notte, impone silenzio e, quando il buio cala, proprio come un incantesimo, tutto si ferma e si spegne e anche noi sentiamo le palpebre improvvisamente pesanti.
Confesso di non aver chiuso occhio tutta la notte, il terreno era davvero troppo duro dove abbiamo piantato la tenda, in compenso però la mia insonnia ha avuto i suoi lati positivi. Durante la notte ho pensato molto, ma soprattutto ascoltato quello che accadeva intorno a me. Sentivo i cinghiali grufolare lì intorno, i versi dei caprioli vicinissimi, persino il battito d'ali di un rapace notturno, forse. E poi scalpicci e passi felpati che non saprei ricondurre a un animale in particolare, la mia immaginazione vorrebbe che si trattasse di lupi, che da quelle parti sono presenti ormai da anni, anche se non credo lo fossero.
Al solo pensiero di aver avuto a pochissimi centimetri da me animali che non si vedono tutti i giorni, mi sono emozionata.
Ho pensato a quante cose ho fatto in questo ultimo anno, da quando ho ripreso a studiare per la mia spiritualità. Ho pensato che è stato un anno molto ricco dal punto di vista personale, in perfetta armonia con la Ruota dell'Anno e i cicli naturali. E allora mi è venuto da pensare anche che presto raccoglierò i frutti di questo mio lavoro, e spero che il mio raccolto arriverà presto!
Ho speso l'anno passato a studiare approfonditamente le festività legate al Sole e alla Luna, celebrandole tutte e consolidando così le mie conoscenze e, ora che un anno è passato e che la Ruota (per me) comincia un nuovo giro, ho pensato che potrei dedicare i prossimi 12 mesi a un lavoro diverso, magari legato alle erbe questa volta, chissà! 
Le mie riflessioni si sono spente all'alba. Ho salutato il Sole, dopo di che abbiamo disfatto la tenda e ci siamo messi in cerca dell'Iperico. Abbiamo camminato tutta la mattina tra i campi assolati, disturbati continuamente da mosche e tafani, eppure la fatica è valsa il senso di soddisfazione che ho provato dopo aver riempito due barattoli con fiori di Iperico e olio extravergine di oliva! Dell'oleolito vi parlerò ancora prossimamente, quando sarà pronto. Adesso lo vedete nella foto mentre macera al sole, e così dovrà restare per un mese intero; è questo che amo dei rimedi naturali, delle conserve fatte in casa e della raccolta delle erbe: il senso dell'attesa. Quella stessa attesa a cui non siamo più abituati con il nostro mondo moderno e frenetico, dove regna la regola del "tutto e subito". Raccogliere, essiccare, confezionare, trasformare... sono tutte cose che richiedono tempi più o meno lunghi, ma una volta concluso il lavoro, la soddisfazione è davvero enorme. Sembra quasi di tornare bambini, quando si riceveva un regalo che a noi sembrava il più bello di sempre e si sapeva apprezzare col cuore. Ecco, è la stessa sensazione che provo ogni volta che confeziono qualcosa di mio, che sia un'erba essiccata, un oleolito o altro.
Insomma, sono tornata a casa dopo questi festeggiamenti solstiziali con un raggio di sole nel cuore, colma di speranza per il futuro e di progetti in attesa di essere realizzati. Spero che abbiate trascorso anche voi dei bei momenti e che abbiate festeggiato il Sole nel migliore dei modi!

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