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sabato 12 dicembre 2015

Abete di ieri, abete di oggi

Tutti lo sanno, l'Abete, elegante e longilineo, è il simbolo indiscusso della festività più attesa dell'anno. Ma quanto sappiamo di questo albero così meraviglioso e antico? 
Come spesso accade, le nostre tradizioni più radicate provengono da credenze molto antiche, nate ancor prima dell'avvento del Cristianesimo. 
L'Abete rappresenta la lettera "A" dell'alfabeto Ogham, usato dai druidi presso i Celti. Come molti di voi sapranno, in questo particolarissimo alfabeto ogni lettera prende il nome da un albero o da un arbusto. I Celti avevano un legame profondo con la Natura, e consacrarono questo conosciutissimo albero alla festività di Yule, che veniva celebrata il 21 dicembre, giorno del Solstizio d'Inverno. Yule, come avvrò modo di raccontarvi, è la festa della nascita del Fanciullo Divino, il Sole, che a partire da questa data rinasce e prevale sulle tenebre. Niente di così lontano dalla tradizione cristiana, non trovate? In questo periodo dell'anno i Celti si preparavano ad abbattere l'Abete più grande del bosco, per bruciarlo rendendo così omaggio al dio della luce. 
Anche presso gli antichi Egizi l'Abete era considerato simbolo della Natività. In Grecia invece era sacro alla dea Artemide, protettrice delle nascite, ma anche a Poseidone, dio del mare, poiché dal suo tronco si ricavavano gli alberi delle navi.
Fra le popolazioni dell'Asia settentrionale, l'Abete è considerato un Albero Cosmico.
Sotto il dominio del Sole, da secoli viene considerato un ponte tra Terra e Cielo, tra Materia e Spirito.
E' apportatore di gioia e allegria, e protettore delle nascite: presso i Greci, un ramo veniva appeso sulla porta di casa delle partorienti. Nella tradizione nordica orspita tra i suoi rami scoiattoli, uccelli, fate e folletti. In Germania nel medioevo si battevano le donne sterili con rami d'abete per cacciare la negatività e permettere loro di avere figli.
Questo Albero, antico quasi quanto il mondo, ha una forma conica eretta; ogni anno l'Abete mette una nuova cerchia di rami, e se lo si guarda dall'alto verso il basso si avrà l'impressione di vedere un enorme fiocco di neve. Quando nasce un Abete, esso cresce sotto l'ombra dell'Abete madre, colui che lo ha generato. Questo rapporto familiare permette al giovane albero di crescere sano e forte, protetto dal genitore.
Tutti noi conosciamo i benefici di questo bellissimo albero: la sua resina, nonché i suoi aghi, germogli e gemme, sono utili a curare la gotta, i reumatismi, le bronchiti e tutte le infezioni del cavo orale. Le gemme sono molto usate anche oggi per lenire la tosse. In passato dall'Abete venivano estratte quattro sostanze importantissime per la civiltà umana: la pece, il catrame, la resina e la trementina. Esse servivano per impermeabilizzare tutti i tipi di legno, nonché come carburante per le lampade ad olio.
Come tutti i sempreverdi, l'Abete ha sempre avuto un posto particolare nel cuore degli uomini, poiché in esso è riposta la speranza dell'arrivo della Primavera e della rinascita.
Un tempo si usava decorarlo con noci, mele, dolciumi, luci e sfere, simboli del cosmo, di fertilità, prosperità e interiorità.

Usi magici:
Se si usano rami di abete per decorare la casa o l'altare in occasione della festa di Yule, è bene conservarli per poi bruciarli al falò di Beltane.
Tutte le conifere sono usate per propiziare fertilità e fortuna, infondere speranza. Vengono usate sempre nelle miscele di purificazione. Oltre agli aghi, si possono staccare pezzetti di corteccia con resina. Bruciati sul carboncino, purificano l'ambiente e attirano su di noi la protezione degli spiriti della natura.
Le pigne entrano nei rituali per l'abbondanza materiale, la resina si mescola all'incenso nei rituali di purificazione, la corteccia si brucia davanti ai malati nei rituali di guarigione e in un sacchettino di colore rosso, appeso al collo, stimola la sessualità. Gli aghi rimandano indietro il malocchio se usati su di un testimone di argilla o cera; sparsi davanti alla porta di casa o appesi in un sacchettino, impediscono l'ingresso agli influssi negativi. Per attirare la buona fortuna, accendete una candela gialla e bruciate incenso di olibano misto a pezzetti di ramo con aghetti; girate la vostra casa con l'incensiere, in modo che tutte le stanze ricevano un po' del fumo benefico.
Sugli abeti e sulle conifere in generale è possibile attaccare striscioline di tessuto colorato con scritti i nostri desideri e le nostre preghiere: lo spirito dell'albero porterà le richieste direttamente alla divinità.
Se avete un albero di pino o di abete nel vostro giardino, accarezzatene la corteccia e cercate di entrare in contatto con lui: sarà un grande maestro di saggezza.
Se operate in un luogo che ha ospitato malati, persone sofferenti o nel quale si sono svolte liti e discussioni bruciate un misto di erbe composte da rosmarino, salvia, lavanda e abete.
Come il pino e la tuia, essendo sempreverde, assicura alla nostra casa un'atmosfera rilassata di benessere e felicità. E' propizio alla fortuna e alla riuscita delle cose intraprese, quindi è utile tenerne qualche rametto fresco, in vaso, negli ambienti dove si lavora e si studia.
L'olio essenziale può servire per rafforzare una domanda, oppure, nei riti attuati, per purificare una persona dalla negatività che la circonda.
Per proteggere le case in Germania usano tagliare rami d'abete la notte di Capodanno e inchiodarli sulle porte delle stalle e delle abitazioni per allontanare gli spiriti malvagi e le malattie.

Fonti:
- "Iniziazione ai culti celtici", Daniela Bortoluzzi e Ada Pavan Russo, Edizioni Mediterranee
- "Florario - Miti, leggende e simboli di fiori e piante", Alfredo Cattabiani, Oscar Mondadori
- "Lo Spirito degli Alberi - Una chiave per la vostra espansione", Fred Hageneder, Edizioni Crisalide
- "Le porte della Luna. Magia del femminile", Devon Scott, Edizioni Spaziofatato
- "Il grande libro delle piante magiche", Laura Rangoni


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