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martedì 22 dicembre 2015

Luna della Quercia

La Luna piena di dicembre cade nel periodo del Solstizio d'Inverno.
Le temperature si abbassano, il freddo si fa intenso e la natura riposa. Tutto è spoglio e anche noi ci sentiamo desiderosi di rimanere rintanati a casa, a curare la nostra individualità. Con il sabba di Samhain e le lunazioni del Sangue e della Nebbia siamo discesi nei nostri inferi personali, liberandoci delle superficialità e incontrando il nostro lato-ombra, ma è ora il momento di raccogliere le forze e cominciare a risalire verso la luce, lasciandoci alle spalle le tenebre personali e uscendo rafforzati da questo periodo di introspezione e chiusura.
Ed ecco che entra in gioco la Luna della Quercia. Per delineare le caratteristiche di questo periodo è stato scelto questo albero, che può offrirci un insegnamento importante dal punto di vista spirituale.
La quercia resta verde anche in inverno, sebbene la sua chioma risenta del freddo invernale. Quest'albero resta forte e solido nonostante le intemperie e offre riparo a molti animali del bosco, di cui diviene la migliore amica nei periodi freddi dell'anno. La quercia è antica, ha attraversato anni e anni senza mai spezzarsi, piegarsi, ma anzi irrobustendosi.
Questa lunazione, dunque, ci porta a riflettere e a immedesimarci nelle maestose querce: in questo periodo dell'anno ci viene chiesto di riposarci, di non strafare e di non lasciarci distruggere dall'inverno che abbiamo dentro e fuori di noi, ma di piantare i semi per una nuova rinascita, sentendoci forti e solidi come la quercia che sfida il tempo. Attendiamo con fiducia tempi migliori, confidando che il freddo e il buio passeranno presto. 

Riflessione per la Luna della Quercia:
Sedetevi in un posto tranquillo e rilassatevi. Potreste meditare sulle domande che seguono, oppure scrivere su un diario qualcosa al riguardo. Chiedetevi: Che cosa è sacro per me? Che cosa è talmente importante per me da non sopportare che venga compromesso o distrutto? Per che cosa prederei una posizione? Per che cosa rischierei me stesso? Una volta che saprete la risposta, considerate per un attimo come sarebbe il mondo se i nostri sistemi sociali, politici ed economici avessero a cuore ciò che è più sacro per voi. In che modo lo stanno già facendo? Come dovrebbero cambiare? Che cosa muterebbe nella vostra vita di ogni giorno, nella vostra comunità, nel mondo intorno a voi? Potete descrivere quel mondo in poche frasi o paragrafi? Volete farlo diventare reale? Vi sentite responsabili nei suoi confronti? Se questa è la vostra risposta, allora quella è la vostra intenzione sacra. Altrimenti, qual è la vostra intenzione per la vostra vita? Che obiettivi avete? Adesso pensate al modo in cui impiegate le vostre energie e il vostro tempo. Le vostre energie migliori sono dirette nel realizzare la visione del mondo a voi cara, al servizio di ciò che è sacro per voi? C'è qualcosa di cui avete bisogno, che sia sostegno, opportunità, oppure fortuna, per aiutarvi in quel compito? A chi potete chiedere aiuto nel mondo umano? E nei regni più grandi dell'universo? La vostra intenzione sacra è il cuore del vostro lavoro. Potete rivisitarla e rivederla, lasciarla crescere e sviluppare, scriverne sul vostro diario e metterla alla prova con le vostre decisioni quotidiane. Ogni volta che agiamo al servizio della nostra intenzione sacra, ogni volta che allineiamo le nostre energie e le nostre azioni con ciò che amiamo veramente più di tutto, guadagniamo potere personale e abilità. Il sentiero davanti a noi diventa più chiaro, L'aiuto e gli alleati di cui abbiamo bisogno ci vengono incontro. Quindi, quando pensate alle vostre intenzioni, quando vi sentite scoraggiati, sopraffatti oppure impauriti, dovete solo respirare profondamente e chiedere aiuto. I grandi poteri e le energie sono tutt'attorno a noi, ma non possono darci una mano se non glielo chiediamo; e quando lo faremo, comunque, saranno presenti, impazienti di aiutarci a servire le intenzioni che portano beneficio alla vita.

Fonti:
- Il sentiero della Terra, Starhawke
- L'arte della strega, Dorothy Morrison

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