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giovedì 25 agosto 2016

I Tarocchi come percorso iniziatico dell'anima

Abbiamo visto e appreso come i Tarocchi costituiscano un libro a fogli staccati e della loro importanza, ora è giunto il momento di addentrarci nei significati nascosti e nel percorso iniziatico suggeritoci dalle carte, intraprendendo il sentiero che dal Bagatto (I) ci condurrà fino al Mondo (XXI), chiudendo il cerchio della ruota con Il Matto (0).
Le seguenti nozioni non saranno di facile comprensione, tuttavia sono di grande importanza per chi si accinge a studiare i Tarocchi, poiché, come scrive Oswald Wirth, sono le basi per riuscire a leggere tra le immagini e i simboli.
Anche l'origine etimologica dei Tarocchi suggerisce il percorso interiore dell'anima che attraverso i 22 Arcani Maggiori conosce se stessa. Va detto, tuttavia, che la derivazione certa della parola "Tarocco" non si conosce, pertanto si parla per supposizioni.
Nell'ipotesi di un'etimologia egizia si parte da TAR-ROSCH, dove TAR significa strada, mentre ROSCH vuol dire regale. Seguendo invece un'etimologia araba, si desume una derivazione da TARIQA, che esprime il percorso, lo svolgimento della vita. Altri collegamenti ci possono pervenire usando la formulazione suggerita da Guillaume Postel, il quale, scrivendo la parola TARO non in modo lineare, ma in modo circolare, apre nuove possibilità di interpretazione. Se si inizia a leggere la parola dalla lettera T e procedendo in senso antiorario, abbiamo TORA (torah), il libro sacro dei rabbini; se si parte dalla R leggiamo in senso orario ROTA, collegata sia alla ruota di Ezechiele che alla ruota buddista del Darma; partendo sempre dalla T, in senso orario, si ottiene TAROT, sinonimo dell'azoto dei saggi, l'inizio e la fine dalla A alla Z, dall'Alfa all'Omega dei greci, dall'Aleph alla Tau ebraica. Comunque sia, in tutte le formulazioni si può notare un movimento di circolazione rotatoria continua.

La ruota

Come abbiamo visto, fra gli Arcani Maggiori ce n'è uno che non ha numero, ovvero Il Matto. Per questo si tende a esitare, quando si deve assegnare a questa carta un posto nel gioco della ruota: non si sa mai se farla precedere a Il Bagatto o se porla dopo Il Mondo. Il Matto, dunque, si colloca tra l'inizio e la fine, dove rappresenta l'irrazionale e incomprensibile Infinito dal quale tutti noi proveniamo e al quale siamo destinati a ritornare.


La disposizione a ruota è di fondamentale importanza, poiché il cerchio così formato si divide naturalmente in due metà, ognuna delle quali comprende undici figure che, per stabilire gli accostamenti, è utile allineare su due file, come indicato nella figura seguente:


A questo punto, dobbiamo confrontare le figure da fila a fila. Con uno sguardo attento ci renderemo facilmente conto di come esse si corrispondano e di come si creino contrasti speculari da una fila all'altra. I più evidenti e importanti, secondo Wirth, sono quelli messi in evidenza dagli Arcani 1 e 0 (Il Bagatto e Il Matto), 7 e 16 (Il Carro e La Torre), 10 e 13 (La Ruota della Fortuna e La Morte), 11 e 12 (La Forza e L'Appeso).
Il Bagatto (1) è un uomo intelligente e abile, che sa esattamente quello che fa, mentre Il Matto (0) raffigura un insensato che procede a caso, senza sapere dove va. Il Carro (7), che porta un trionfatore, si trova sopra La Torre (16) dall'alto della quale precipitano due personaggi: in questo modo l'esaltazione del successo, nel Tarocchi, si accosta alla caduta catastrofica. La Ruota della Fortuna (10) sembra promettere una fortuna insperata, contrariamente a La Morte (13), che implica la minaccia di una fatalità ineluttabile. La Forza (11) contrappone la potenza realizzatrice all'impotenza de L'Appeso (12), che ha le braccia legate.
Il contrasto esiste in tutte le altre carte, anche se, forse, risulta essere meno evidente di quelle sopraelencate. In generale, comunque, deduciamo da tutto questo che ciascuna di queste due metà dei Tarocchi ha un significato contrapposto a quello dell'altra metà.
Superficialmente, attribuiremmo alla prima fila un significato positivo e alla seconda uno negativo, ma in realtà le carte vanno ben oltre questi due concetti. Non si parla in questo caso di positività e negatività, bensì di attività e passività.
I primi undici Arcani ci parlano di personaggi estremamente attivi, coscienti e autonomi, mentre gli undici seguenti denotano soggetti passivi, inconsci, sensitivi o impulsivi e privi di iniziativa.
Dato che, come abbiamo detto, gli Arcani Maggiori rappresentano un cammino iniziatico, possiamo affermare grazie ai Tarocchi che l'Iniziazione ha due strade, l'una maschile e razionale, l'altra femminile e mistica.
La prima via si basa sull'esaltazione del principio dell'iniziativa individuale, sulla ragione e sulla volontà. E' adatta al saggio, padrone di se stesso; egli conta solo sulle risorse della propria personalità. La seconda è esattamente il contrario. Invece di sviluppare ciò che ha in sè e di dare, il mistico si mette nello stato di ricevere.
Ognuna delle file dei Tarocchi è divisa in due parti uguali dagli Arcani 6 (L'Innamorato) e 17 (Le Stelle), che sono preceduti e seguiti da gruppi di 5 Arcani.
Wirth ci dice che in entrambe le vie iniziatiche (rappresentate dalle due file) si distinguono due fasi: la prima è la fase di preparazione e di studio, mentre la seconda è la fase dell'applicazione e della realizzazione. Ne deriva, dunque, il quadro seguente:


Osserviamo che, nell'iniziazione maschile, la teoria precede la pratica, mentre nell'iniziazione femminile si verifica l'inverso.
Per svolgere un'attività cosciente bisogna incominciare con l'acquisire le conoscenze che si riferiscono agli Arcani 1, 2, 3, 4 e 5. Quando l'istruzione è completata, una prova morale rappresentata dall'Arcano 6 permette, se superato con successo, di passare alle realizzazioni pratiche indicate dagli Arcani 7, 8, 9, 10 e 11.
Nel campo della passività, l'abbandono mistico si traduce immediatamente in opere raffigurate dagli Arcani 12, 13, 14, 15 e 16; poi, grazie alle influenze esteriori cui allude l'Arcano 17, si determina un'illuminazione progressiva, le cui fasi si riflettono negli Arcani 18, 19, 20, 21 e 0.
Ciascuno a suo modo, gli Arcani 6 e 17 stabiliscono un legame, da una parte tra l'apprendimento teorico e il lavoro applicato, dall'altra tra la pratica spontanea e il discernimento a posteriori.
I quattro gruppi di cinque arcani ciascuno hanno estrema importanza  e offrono la chiave della decifrazione del complesso dei Tarocchi.

Il primo gruppo di Arcani

La Papessa (2) e L'Imperatrice (3) corrispondono all'Imperatore (4) e al Papa (5). Questo gruppo di quattro Arcani si discosta dal Bagatto (1), cosa che ci porta a considerarlo in antagonismo con gli Arcani seguenti. Il Bagatto è la personificazione dell'Io, principio cosciente, punto di partenza di ogni iniziativa. La Papessa, L'Imperatrice, L'Imperatore e Il Papa comprendono due donne e due uomini investiti da funzioni laiche e religiose. I sessi dei personaggi simboleggiano l'induzione (femminili) e l'intellettualità (maschili). Infine, La Papessa e Il Papa rappresentano le scienze sacerdotali, metafisiche e astratte, mentre L'Imperatrice e L'Imperatore quelle reali, fisiche e concrete.

L'Arcano 6 (L'Innamorato) segna il passaggio dalla teoria alla pratica, dallo studio preparatorio all'applicazione. Collega il 5 al 7, mentre Il Carro (7) allude all'applicazione del sapere e delle qualità morali dell'iniziato ormai completamente istruito, raffigurato dal Papa (5). Un rapporto analogo esiste fra gli arcani 8 e 4, 9 e 3, 10 e 2, 11 e 1. Ogni volta, l'Arcano del secondo gruppo applica nella pratica ciò che l'Arcano omologo corrispondente del primo gruppo realizza solo in teoria. La fila passiva dei Tarocchi offre un'immagine invertita della fila attiva, quindi possiamo rifarci al seguente schema per stabilire le relazioni tra i 22 Arcani Maggiori:


Il secondo gruppo di Arcani

La dottrina del Papa (5) è applicata dal Carro (7), che percorre il mondo su un trono mobile. Questo ministro intelligente adatta l'ideale alle necessità pratiche.
L'esattezza matematica (L'Imperatore, 4) si traduce, nel campo morale, nella Giustizia (8). La scienza reale dell'Imperatore insegna a realizzare l'ordine, assicurando stabilità, equilibrio.
La scienza reale dell'Imperatrice (3) è coltivata dall'Eremita (9), che personifica il sapiente e scopre con estrema prudenza i misteri della natura.
La Ruota della Fortuna (10) promette riuscita nella vita pratica a chi sa applicare l'intuizione (Papessa, 2). Bisogna essere indovini per beneficiare dell'alternarsi della sorte.
La Forza (11) appartiene al Bagatto, che ha realizzato il suo programma.

Il terzo gruppo di Arcani

Il Matto (0), contrariamente al Bagatto (1), è un essere vuoto, il cui Io subisce senza controllo tutte le influenze esteriori.
Il Mondo (21) rappresenta il Grande Tutto che agisce su colui che è sensitivo, e lo rapisce in un'estasi passiva, contrariamente alla parte attiva svolta dalla Papessa (2).
Il Giudizio oppone la spontaneità dell'ispirazione agli studi laboriosi e pazienti comandati dall'Imperatrice (3).
Il Sole (20) è la fonte di quella luce spirituale che illumina l'artista e il poeta. L'illuminazione geniale è in antagonismo con la scienza reale e matematica dell'Imperatore (4), tuttavia l'arte obbedisce a regole rigorose e spesso deve rifarsi ai numeri.
La Luna (18) diffonde una luce incerta e ingannevole, come accade per l'immaginazione. Ciò si contrappone all'intellettualità e alla razionalità rappresentate dal Papa (5).

Il quarto gruppo di Arcani

Le Stelle (17) determinano la sorte dell'essere passivo che non ha saputo scegliere la propria via, come deve fare l'iniziato attivo rappresentato dall'Innamorato (6), chiamato a scegliere tra il Vizio e la Virtù.
Un'immaginazione esagerata, rappresentata dalla Luna (18) può dar vita solo a progetti stravaganti, la cui realizzazione porta solo a un insuccesso, raffigurato nella Torre (16). che allude alle futili imprese destinate a finire in modo contrario al trionfo (Il Carro, 7).
L'artista (Il Sole, 19) è adatto a praticare le arti occulte. Con i suoi incantesimi agisce sull'anima del mondo, e l'agente magico è simboleggiato dal Diavolo (15). Questo arcano contrappone il turbamento degli istinti irrazionali alla calma normale e logica della Giustizia (8).
L'ispirato (Il Giudizio, 20) non è ricettivo solo dal punto di vista intellettuale; se si applica, attira il fluido vitale e lo trasmette ad altri. Il fluido è quello raffigurato ne La Temperanza (14). Bagnarsi nelle onde di un oceano vitale è esattamente il contrario di ciò che fa l'Eremita (9), che si chiude nell'isolamento.
L'estasi (Il Mondo, 21) è collegata al potere di una nuova vita, che La Morte  (13) ha falciato. La Ruota e La Morte rappresentano rispettivamente la sorte fortunata e la fatalità della sventura.
L'Appeso (12) rappresenta l'essere che si sacrifica, rinunciando a se stesso a beneficio degli altri. La passività del Matto assume dunque un carattere sublime: egli realizza la Grande Opera, il cui compimento segna il termine della via mistica, mentre la via naturale conduce alla Forza (11).

Riepilogo dei post precedenti:
- Introduzione ai Tarocchi
- I Tarocchi: consacrarli, purificarli e interagire con loro

Fonti:
- Il libro completo dei Tarocchi, Luciana Pedirota, Emilia Stanghi
- I Tarocchi, Oswald Wirth

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