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venerdì 18 settembre 2015

Riflessioni autunnali

"Vivi la tua vita, lascia vivere ciò che deve vivere e lascia morire quello che deve morire.
La Natura ci insegna la nascita, la morte e la rinascita di tutto il creato, il passare degli Inverni e delle primavere che noi condividiamo con il tutto, gioiamo del Cerchio della Vita e non temiamo la morte."

Questa è una delle frasi che ho scritto nel Rede del mio Libro delle Ombre, e mai come oggi posso dire di aver imparato questa lezione di vita. In questi giorni il mio animo si sta allineando con le energie di Mabon; ogni giorno è una nuova riflessione, un nuovo pensiero. 
Questa mattina ho avuto modo di dare un'occhiata all'orto. Le piante di pomodori e di zucchine fino a qualche settimana fa erano rigogliose, verdi e cariche di frutti. Oggi invece appaiono secche, raggrinzite e infinitamente stanche. Anche quest'anno il loro ciclo si è concluso, stanno morendo per lasciare terreno alle piante invernali, o per attendere la rinascita primaverile nel ventre della terra. Quasi mi è dispiaciuto vederle in quelle condizioni, ormai del tutto prive del potente vigore estivo. Abbiamo accudito quelle piante per un'intera stagione, creature viventi e amiche che, in cambio delle nostre attenzioni, ci hanno regalato tanti frutti per sfamarci e rallegrare le nostre tavole. Eppure adesso è il momento di salutare questi verdi amici, perché è di un saluto che si tratta, non di un addio...
La Natura non muore, si addormenta, attendendo il momento propizio per la rinascita. Per una frazione di secondo ho pensato, irrazionalmente, se potevo fare qualcosa per ridare a quelle piante lo splendore di qualche settimana fa, e subito si è fatta largo in me questa consapevolezza: "lascia vivere ciò che deve vivere e lascia morire ciò che deve morire." E' proprio così, in effetti. E allora non posso fare a meno di pensare che la Natura sia davvero una grande Maestra; il ciclo della Natura ci insegna i nostri stessi cicli, ci mette di fronte alla verità, permettendoci di pensare profondamente al nostro posto nel mondo. Apparentemente le piante dell'orto (ma anche tutte le altre) muoiono. Le foglie seccano e cadono al suolo insieme ai frutti, che marciscono. In realtà, foglie e frutti caduti costituiranno un ottimo nutrimento per le radici, ma soprattutto per il seme contenuto nello stesso frutto. Il nutrimento permetterà al seme di sopravvivere al rigore invernale, per rinascere poi con la Primavera. E se anche non rinascesse, quel seme sarà il nutrimento a sua volta di animali o microrganismi. Tutto si disfa e si rifà in Natura, tutto si trasforma e tutto ritorna.
Con questa riflessione, avvenuta nel frangente di un attimo nella mia mente, ho come avuto una conferma di un'altra riflessione, che feci tempo fa, quando mi riavvicinai seriamente al paganesimo: anche l'anima umana, così come accade a ogni cosa in Natura, si ricicla?
La risposta che mi sono data col tempo, e che oggi credo sia definitiva, è: SI'!

4 commenti:

  1. Siamo sempre in continua evoluzione. Anch'io dentro di me sento la forza di Mabon crescere giorno dopo giorno, è per questo che mi sono soffermata nel mio sito e ne ho parlato perchè a volte parlare anche solo davanti ad uno schermo nero ci aiuta a crearci quella piccola bollicina dove respirare. E' dura. Mabon ci porta a mutare, a riflettere, a capire cosa abbiamo ricevuto e cosa dato durante l'anno.. ma se riusciamo a capire cosa ha voluto insegnarci vedrai che evolveremo come le farfalle e saremo libere.

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  2. E' una bellissima riflessione, molto profonda e veritiera :)

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